Persona 5: The Animation
- Storia
- Personaggi
- Colonna sonora
- Grafica/Animazione
- Coinvolgimento
- Titolo Romanji
- Persona 5 The Animation
- Titolo Kanji
- ペルソナ5 The Animation
- Titolo Inglese
- Persona 5 The Animation
- Titolo Italiano
- Persona 5 The Animation
- Nazionalità
- Giapponese
- Tratto da
- Videogioco
- Autore
- Atlus (videogioco Persona 5) , Masashi Ishihama (regista), Shinichi Inotsume (sceneggiatura),
- Studio
- CloverWorks
- Stagioni
- 1
- Episodi
- 28
- Durata episodio
- 24 minuti
- Stato
- Conclusa
- Uscita (origine)
- 08/04/2018
- Uscita Italia
- 20/09/2021
- Network
- Tokyo MX, GTV, GYT, BS11, MBS, AT-X
- Streaming
- Chrunchyroll
- Titolo breve
- P5A
Contenuti Articolo
Persona 5: The Animation è l'adattamento anime di uno dei videogiochi più iconici della serie Persona, sviluppato da Atlus.
L'adattamento, prodotto da CloverWorks e diretto da Masashi Ishihama, si fonda su una sceneggiatura curata da Shinichi Inozume che, insieme alla fedele trasposizione del character design originale di Shigenori Soejima, riesce a conservare l'estetica inconfondibile e il tono ribelle del gioco.
L'anime è stato trasmesso per la prima volta in Giappone l'8 aprile 2018, il culmine narrativo si sviluppa attraverso 26 episodi principali, arricchiti da speciale episodici che approfondiscono ulteriori sfumature della storia. La colonna sonora, firmata da Shoji Meguro, amplifica la tensione e l'emotività di ogni scena, rendendo l'esperienza visiva un vero e proprio viaggio immersivo nel conflitto tra luce e oscurità. Accanto all'anime, l'universo di Persona 5 si espande anche nel formato manga e in altre opere multimediali, consolidando un ecosistema narrativo che continua a influenzare e affascinare un pubblico globale.
Prima di iniziare a parlare della trama, ecco alcune precedenti recensioni anime che si possono trovare sul sito:
Persona 5: The Animation propone un cast di personaggi carismatici, giovani ribelli segnati da traumi e ingiustizie, che trovano nel gruppo dei Phantom Thieves un senso di appartenenza. L’anime però, riesce solo in parte a rendere giustizia alla loro crescita: ogni personaggio ha un proprio momento di debutto, ma lo sviluppo interiore è spesso affrettato o appena accennato.
Il protagonista Ren Amamiya viene ritratto come silenzioso e risoluto, ma manca quella profondità che il gioco lasciava emergere attraverso le scelte del giocatore. Gli altri compagni, mantengono il loro fascino, ma le loro evoluzioni emotive risultano più deboli per via del poco tempo a disposizione.
Le dinamiche di gruppo funzionano meglio nelle scene d’azione che nei momenti quotidiani, e alcuni antagonisti appaiono piatti o poco esplorati. In sintesi, i personaggi restano interessanti, ma l’anime riesce solo a sfiorarne la complessità, offrendo una versione più schematica rispetto alla ricchezza del videogioco.
Trama: Ombre, Inganni e Rivoluzione – Il Cuore Ribelle dei Phantom Thieves
Persona 5: The Animation segue le vicende di Ren Amamiya, un adolescente trasferitosi a Shujin Academy in seguito a circostanze che hanno compromesso la sua vita precedente. Fin dai primi momenti, Ren si trova catapultato in un mondo in cui la realtà quotidiana nasconde un lato oscuro e distorto: un reame misterioso dove i cuori delle persone corrotte prendono forma, rivelando i loro vizi e le ingiustizie che permeano la società. Mentre lotta per adattarsi alla vita scolastica e superare l'isolamento che lo ha segnato, Ren si imbatte in eventi insoliti che lo spingono a indagare oltre la superficie delle apparenze. Scopre l'esistenza di un potere nascosto in lui e in alcuni compagni altrettanto fuori dagli schemi, che li porterà a formare un gruppo noto come i "Phantom Thieves". Uniti dal desiderio di correggere gli inganni e le crudeltà di una società che spesso premia la corruzione, il gruppo decide di agire infiltrandosi in questa dimensione parallela per “rubare” i cuori di coloro che abusano del loro potere. Lungo il percorso, Ren affronta sfide sia nel mondo reale che in questo enigmatico reame, dove ogni atto di ribellione non è solo un gesto contro l'ingiustizia, ma anche un viaggio interiore che lo porta a confrontarsi con le proprie paure e a scoprire il valore dell'amicizia, della fiducia e del coraggio. La trama si sviluppa attraverso una serie di missioni e rivelazioni, evidenziando il contrasto tra l'apparente normalità della vita quotidiana e la complessità delle forze che si nascondono dietro le maschere della società.Struttura ed Evoluzione: Dall'Architettura Narrativa alle Svolte Inaspettate
L'adattamento animato dell'ormai famosissimo videogioco Persona 5, segue fedelmente il percorso narrativo del videogioco originale, ma adattandolo in un tempo estremamente limitato rispetto alla durata dell’esperienza videoludica (+100 ore di gioco). Nei primi episodi, seguiamo il protagonista, Ren Amamiya, mentre si adatta alla sua nuova scuola e scopre, assieme ai suoi compagni, il potere di evocare le Persona: manifestazioni della propria forza interiore. Ogni arco narrativo è legato a un “Palazzo”, ossia una proiezione mentale distorta di una figura corrotta: un insegnante abusivo, un artista manipolatore, un boss della yakuza… Ogni nemico rappresenta un aspetto della società malata che i Phantom Thieves decidono di contrastare. Ogni episodio (o arco narrativo di pochi episodi) si concentra su una singola missione, che nel gioco si sviluppava con molta più calma e su più settimane. Il risultato è che l'evoluzione narrativa risulta compressa: le motivazioni dei personaggi vengono toccate ma raramente esplorate a fondo, e il passaggio da un conflitto all’altro può sembrare affrettato. L’evoluzione vera e propria avviene quando i protagonisti iniziano a interrogarsi sul senso delle loro azioni: stanno davvero facendo del bene? Chi controlla la verità? Questo porta la narrazione in situazioni più complesse e filosofiche, dove entrano in gioco cospirazioni politiche, tradimenti e domande morali. L’anime cerca di mantenere questa crescita narrativa, ma lo fa con meno sfumature rispetto al gioco, dove i momenti di crisi e riflessione sono abbreviati, e gli sviluppi psicologici dei personaggi vengono compressi in pochi dialoghi o scene. Il problema principale è che molti momenti forti del videogioco perdono intensità nella versione animata. I cambiamenti interiori dei personaggi avvengono quasi “fuori campo”, e i tempi narrativi non sempre permettono di costruire empatia. Questo taglio rende la storia più diretta, ma anche meno coinvolgente a livello emotivo. Nonostante ciò, l’anime riesce comunque a trasmettere il senso di escalation che caratterizzava l’originale: si parte con piccoli “crimini morali” e si finisce per affrontare un’intera struttura di potere che mette in discussione il libero arbitrio e la verità stessa. Il tono si fa più cupo man mano che si avvicina il finale, lasciando intuire che dietro il cambiamento dei cuori si nasconde qualcosa di molto più grande e inquietante.
Persona 5: The Animation propone un cast di personaggi carismatici, giovani ribelli segnati da traumi e ingiustizie, che trovano nel gruppo dei Phantom Thieves un senso di appartenenza. L’anime però, riesce solo in parte a rendere giustizia alla loro crescita: ogni personaggio ha un proprio momento di debutto, ma lo sviluppo interiore è spesso affrettato o appena accennato.
Il protagonista Ren Amamiya viene ritratto come silenzioso e risoluto, ma manca quella profondità che il gioco lasciava emergere attraverso le scelte del giocatore. Gli altri compagni, mantengono il loro fascino, ma le loro evoluzioni emotive risultano più deboli per via del poco tempo a disposizione.
Le dinamiche di gruppo funzionano meglio nelle scene d’azione che nei momenti quotidiani, e alcuni antagonisti appaiono piatti o poco esplorati. In sintesi, i personaggi restano interessanti, ma l’anime riesce solo a sfiorarne la complessità, offrendo una versione più schematica rispetto alla ricchezza del videogioco.
Persona 5 OVA: Dark Sun e Stars and Ours
Parlando dell'adattamento televisivo di P5, dobbiamo anche discutere dei due OVA usciti dopo i 24 episodi principali. Dark Sun e Stars and Ours rappresentano la chiusura ufficiale dell’anime, e coprono gli eventi che nel videogioco si collocano nella parte finale del racconto. Sono quindi essenziali per completare la visione: senza di questi, la serie TV si interromperebbe in un punto di massima tensione, lasciando molti nodi irrisolti.Dark Sun
Il primo OVA fa da ponte tra la fine dell'arco principale e il climax della storia. Viene svelato il retroscena di un colpo di scena narrativo importante (chi ha giocato sa a cosa si fa riferimento), ma anche in questo caso, la storia soffre per il tempo ristretto. In circa 50 minuti, l’OVA deve condensare materiale che nel gioco veniva approfondito con cura, risultando più incentrato su azione e svolte narrative che su emozioni e riflessioni. Il ritmo è fittissimo: gli eventi si susseguono quasi senza pause, e le motivazioni del nemico principale (introdotto già nella seconda metà dell’anime) non ricevono lo spazio necessario per risultare convincenti a chi non conosce già il contesto. Visivamente, l’episodio mostra una buona qualità nei momenti di tensione, ma alterna scene d’impatto ad altre meno curate.Stars and Ours
Questo secondo OVA conclude definitivamente la storia. È l’equivalente del “true ending” del gioco e porta a compimento il viaggio dei Phantom Thieves. Anche in questo caso, però in meno di un’ora, bisogna risolvere le linee narrative lasciate in sospeso, mostrare lo scontro finale, dare un messaggio di chiusura sul significato della ribellione giovanile, e accennare al destino dei personaggi principali. Il risultato è un episodio dal forte valore simbolico, ma narrativamente piatto. Il climax emotivo è presente, ma non sviluppato a dovere. I momenti che nel videogioco erano costruiti con ore di dialoghi e missioni vengono qui presentati in sequenza rapida, senza il giusto pathos. L’epilogo è coerente, ma non emoziona quanto dovrebbe. Inoltre, l’azione è meno spettacolare di quanto ci si aspetterebbe per una conclusione del genere. Nel complesso, gli OVA sono fondamentali per dare senso all’anime, ma soffrono esattamente degli stessi limiti della serie principale: poco tempo, tanta trama, pochi momenti per respirare. Sono consigliati soprattutto a chi ha già giocato il titolo e vuole rivedere tutto l’arco narrativo chiudersi in animazione, ma rischiano di risultare criptici o poco coinvolgenti per i neofiti.
