10 kitsune nelle serie animate
Dalle volpi leggendarie ai famigli più teneri: 10 kitsune indimenticabili che hanno lasciato il segno negli anime
mitologiche più amate e versatili dell’immaginario giapponese. Presenti in tantissimi anime, questi spiriti volpe hanno conquistato gli spettatori con la loro duplice natura – ora ingannevoli trickster, ora protettori saggi e carismatici.
In questo articolo esploreremo i 10 migliori kitsune negli anime, selezionando le versioni più iconiche, evocative o sorprendenti che il medium abbia saputo offrire.Dalle incarnazioni più classiche ispirate al folclore shintoista, fino alle reinterpretazioni moderne e originali che fondono magia, fantascienza e commedia, questi personaggi rappresentano non solo poteri sovrannaturali, ma anche profonde riflessioni su identità, emozioni e umanità.
Preparatevi a un viaggio tra code fluttuanti, sguardi magnetici e trasformazioni inaspettate: il regno delle volpi è aperto.
Prima di iniziare, ecco alcune precedenti classifiche diposnibili sul sito:
Kon, la piccola kitsune di Kyōkai no Rinne, è uno di quei personaggi che, pur comparendo in ruoli secondari, riesce a lasciare un’impronta indelebile grazie al suo mix irresistibile di fierezza, sarcasmo e dolcezza. Appare come una volpe bianca dal portamento fiero e un po’ snob, con un tono di voce sempre un po’ sopra le righe e un atteggiamento da “so tutto io”. Ma dietro quella patina di superiorità si nasconde un cuore leale e un forte senso del dovere.
Kon lavora come spirito guida e assistente spirituale, aiutando Rinne Rokudo — il protagonista mezzo umano e mezzo shinigami — nel delicato compito di accompagnare le anime smarrite verso la reincarnazione. Anche se non è sempre entusiasta di sporcarsi le zampe, quando c’è da intervenire non si tira indietro. Il suo ruolo, seppur marginale rispetto ai protagonisti principali, è spesso funzionale a risolvere situazioni complesse con un tocco di ironia e pragmatismo.
La sua interazione con gli altri personaggi è spesso fonte di gag esilaranti, soprattutto quando si scontra con Rokumon, il gatto nero da contratto di Rinne. I due si punzecchiano di continuo, ma in fondo si rispettano. Kon rappresenta perfettamente l’archetipo della kitsune “piccola ma tosta”: non ha bisogno di nove code per farsi rispettare, le bastano la lingua tagliente e uno sguardo da vera diva soprannaturale.
In un mondo popolato da spiriti, shinigami e creature bizzarre, Kon riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, diventando una presenza familiare e affettuosa per chi segue la serie. Un personaggio che dimostra come anche i comprimari, se ben scritti, possano brillare con luce propria.
Yuzu, protagonista di Konohana Kitan, è una giovane kitsune dal cuore tenero e dallo sguardo pieno di meraviglia. Cresciuta in un tempio di campagna sotto la guida della saggia monaca Bikuni, Yuzu è completamente nuova al mondo esterno quando arriva alla Konohanatei, una locanda termale situata in un luogo sospeso tra il mondo umano e quello spirituale. È qui che inizia il suo percorso di crescita, tra clienti soprannaturali, colleghe volpi e lezioni di vita quotidiana.
La sua ingenuità è disarmante, ma mai fastidiosa: Yuzu affronta ogni situazione con entusiasmo contagioso, anche quando inciampa — letteralmente e metaforicamente — nei suoi primi incarichi. La sua gentilezza e la sua capacità di ascoltare le emozioni altrui la rendono una presenza luminosa all’interno della locanda, capace di toccare il cuore di ospiti e colleghe. Nonostante le difficoltà iniziali, riesce a conquistare anche la severa Satsuki, con cui condivide la stanza e un legame che si evolve in qualcosa di profondo e affettuoso.
Ogni episodio che la vede protagonista è una piccola parabola sulla scoperta di sé, sull’empatia e sull’importanza dei legami. Yuzu non è solo un personaggio adorabile: è il filo conduttore che unisce le storie degli altri, un catalizzatore di emozioni che trasforma la quotidianità in qualcosa di magico. In un mondo fatto di spiriti, rituali e tradizioni, lei rappresenta la freschezza della giovinezza e la forza della gentilezza.
In breve? Yuzu è quella kitsune che ti fa sorridere anche nei giorni più grigi — e che, con un semplice inchino e un sorriso sincero, ti ricorda quanto possa essere potente la semplicità del cuore.
Yasaka, introdotta in High School DxD Hero, è molto più di una semplice kitsune: è una figura carismatica, potente e sorprendentemente affettuosa, che incarna l’equilibrio perfetto tra autorità e fascino. Leader indiscussa della fazione youkai dell’Ovest, con sede a Kyoto, Yasaka è una volpe a nove code (kyūbi no kitsune) dotata di poteri spirituali immensi, tanto da essere considerata al pari di un Ultimate-Class Devil. Ma dietro la sua aura regale e il suo ruolo politico, si cela una donna dal cuore caldo e... un pizzico maliziosa.
Fisicamente, Yasaka è una visione: lunghi capelli biondi, occhi dorati e un portamento nobile che si riflette anche nel suo abbigliamento tradizionale, spesso ispirato alle miko (sacerdotesse shintoiste). Ma quando la situazione lo richiede, abbandona la forma umana per trasformarsi in una gigantesca volpe dorata a nove code, capace di incenerire interi eserciti con le sue fiamme spirituali. La sua trasformazione è tanto spettacolare quanto devastante, e rappresenta uno dei momenti visivamente più iconici della serie.
Yasaka è anche madre di Kunou, una giovane kitsune che eredita dalla madre sia la fierezza che la dolcezza. Il loro rapporto è tenero e spesso comico, soprattutto quando Yasaka si lascia andare a battute civettuole nei confronti di Issei Hyoudou, il protagonista. Sì, perché la nostra kitsune non è solo una guida spirituale e una guerriera formidabile: ha anche un lato giocoso e seducente, che emerge in momenti inaspettati, come quando propone con disinvoltura a Issei di... avere un figlio insieme. (Kunou, ovviamente, non approva.)
Nel corso della serie, Yasaka si dimostra una leader saggia e strategica, capace di guidare il suo popolo anche nei momenti più critici, come durante la guerra contro i Draghi Malvagi. La sua presenza è sempre rassicurante, e il suo potere è legato alle linee spirituali di Kyoto, rendendola una figura centrale non solo per la trama, ma anche per l’equilibrio del mondo soprannaturale.In sintesi, Yasaka è una kitsune che incanta per la sua forza, la sua eleganza e la sua umanità. È la dimostrazione che anche in un mondo popolato da demoni, angeli e draghi, una madre volpe può essere la più affascinante e pericolosa di tutte.
Shippo, il piccolo kitsune di InuYasha, è uno di quei personaggi che, pur non essendo al centro della scena, riesce a conquistare il pubblico con la sua dolcezza, la sua vivacità e quel pizzico di testardaggine che lo rende incredibilmente umano.
Orfano di padre — ucciso dai temibili Fratelli del Tuono — Shippo entra in scena con un obiettivo ben preciso: vendicarsi e diventare più forte. Ma il destino ha altri piani per lui, e dopo l’incontro con Inuyasha e Kagome, trova una nuova famiglia e un posto nel gruppo.Fisicamente appare come un bambino con tratti volpini: orecchie a punta, coda soffice e occhi vispi. Ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto tenero: Shippo è un piccolo maestro dell’illusione.
Le sue tecniche includono trasformazioni (spesso imperfette e tradite dalla sua inconfondibile coda), fuoco volpino (kitsunebi), duplicazioni e trucchetti magici con trottole e funghi piangenti. Certo, non sempre funzionano come previsto — anzi, spesso finiscono per metterlo nei guai — ma il suo spirito combattivo è innegabile.Il suo rapporto con Inuyasha è uno dei più divertenti della serie: si punzecchiano, si fanno dispetti, e Inuyasha non perde occasione per rifilargli un colpetto sulla testa.
Ma sotto la superficie, si percepisce un legame fraterno sincero. Con Kagome, invece, Shippo ha un rapporto quasi materno: lei lo protegge, lo coccola e lo difende dalle “cattiverie” del mezzo-demone, creando una dinamica familiare tenera e spesso esilarante.
Shippo rappresenta l’innocenza in un mondo pieno di pericoli, ma anche la resilienza di chi, pur essendo piccolo e inesperto, non si tira mai indietro. È il fratellino minore che tutti vorremmo: un po’ impiccione, molto affettuoso, e sempre pronto a lanciarsi in nuove avventure — anche se poi serve qualcuno che lo tiri fuori dai guai. E diciamolo: senza di lui, il gruppo di Inuyasha sarebbe molto meno colorato.
Mugetsu, noto anche come Kudakitsune, è uno degli spiriti più peculiari e affascinanti dell’universo di xxxHOLiC. Si presenta inizialmente come un pipe fox spirit — una creatura lunga e sottile, simile a un peluche tubolare con occhi minuscoli e un musetto adorabile. Viene donato a Yūko Ichihara come pagamento da parte dell’Ame-warashi, ma finisce per legarsi profondamente a Kimihiro Watanuki, diventando il suo famiglio e protettore.
Nonostante non parli, Mugetsu comunica con teneri squittii e una presenza costante e rassicurante. È sempre pronto a intervenire quando Watanuki si trova in pericolo, trasformandosi in una maestosa volpe a nove code con pelliccia dorata e artigli affilati. In questa forma, è in grado di evocare il leggendario kitsunebi (fuoco volpino), capace di incenerire spiriti ostili e proteggere il suo padrone con barriere magiche.
Mugetsu è molto più di una semplice mascotte: è un simbolo di fedeltà silenziosa, un compagno che cresce con Watanuki e lo accompagna nei momenti più oscuri. La sua presenza, spesso comica ma anche profondamente affettuosa, aggiunge un tocco di calore e magia a una serie già intrisa di mistero e spiritualità. E diciamolo: chi non vorrebbe un peluche vivente che si trasforma in una divinità volpe millenaria?
Sōshi Miketsukami è l’incarnazione del kitsune affascinante e misterioso, con un tocco da perfetto maggiordomo romantico. Alto, elegante, con capelli argento e occhi eterocromi (uno blu e uno dorato), Sōshi è il famiglio assegnato a Ririchiyo Shirakiin, una ragazza dal carattere pungente e introverso.
Ma dietro la sua impeccabile cortesia si cela un passato tormentato: cresciuto in isolamento e manipolato dalla sua famiglia, Sōshi ha imparato a sopravvivere annullando sé stesso per compiacere gli altri.Il suo rapporto con Ririchiyo è inizialmente segnato da una devozione quasi servile, ma col tempo si trasforma in qualcosa di più profondo e autentico. Attraverso lettere, gesti silenziosi e momenti di vulnerabilità, Sōshi riscopre la propria identità e impara ad amare non solo la sua padrona, ma anche sé stesso.
La sua trasformazione in kitsune a nove code è spettacolare: un’esplosione di fiori di ciliegio lo accompagna mentre assume un aspetto regale, con hakama tradizionale e un’aura da samurai mitologico.Sōshi è un personaggio che incarna la bellezza della redenzione e la forza dell’amore silenzioso.
È il tipo di kitsune che non solo protegge, ma guarisce — con uno sguardo, una parola gentile, o semplicemente restando accanto a chi ama. Un vero sogno a nove code, con tanto di cravatta e cuore fragile.
Kon è una giovane kitsune dal passato tragico e dalla personalità complessa, che incarna perfettamente il tema della manipolazione emotiva e della ricerca di identità. Ex servitrice della glaciale e spietata Inari, Kon è stata cresciuta come uno strumento obbediente, privata dei suoi veri ricordi e programmata per cercare disperatamente l’approvazione della sua padrona.
Il suo comportamento iniziale — impulsivo, geloso e a tratti aggressivo — è il riflesso di un’infanzia rubata e di un affetto distorto.Tuttavia, l’incontro con Kabane, il protagonista della serie, segna l’inizio di un lento ma profondo cambiamento. Kon, che fino a quel momento aveva vissuto per compiacere Inari, comincia a sperimentare emozioni autentiche: curiosità, affetto, gelosia, ma anche senso di colpa e desiderio di redenzione.
La sua gelosia nei confronti di Aya, ad esempio, non nasce da cattiveria, ma dalla paura di essere sostituita, di non valere abbastanza. È una ragazza che non sa nemmeno riconoscere l’amore o la tristezza, e che crede che il “dolore al petto” sia una malattia.
Nel corso della serie, Kon evolve da “cagnolino fedele” a giovane donna che inizia a pensare con la propria testa. Abbandona Inari, affronta le sue paure e sceglie di seguire Kabane non per dovere, ma per affetto sincero. E sì, tra un combattimento e l’altro, non rinuncia mai al suo amore per il gelato — un dettaglio tenero che la rende ancora più umana. Kon è una kitsune che non incanta con illusioni, ma con la sua vulnerabilità e il suo coraggio nel cambiare.
Medaglia di bronzo della top 10 kitsune nelle serie animate, per Kurama!
Kurama, la leggendaria Volpe a Nove Code, è uno dei personaggi più iconici e stratificati dell’universo di Naruto. Inizialmente introdotto come una creatura demoniaca, incarnazione della distruzione e dell’odio, Kurama è il cercoterio più potente, capace di radere al suolo interi villaggi con un colpo di coda. Sigillato nel corpo di Naruto fin dalla nascita, è stato per anni una presenza minacciosa e ostile, alimentata dalla rabbia e dal disprezzo verso gli umani che lo hanno sempre temuto e usato come arma.
Ma Naruto è una serie che parla di empatia, e il rapporto tra il protagonista e Kurama ne è la dimostrazione più potente. Col tempo, Naruto non solo riesce a sopportare la presenza del demone dentro di sé, ma lo ascolta, lo sfida, lo comprende. E Kurama, a sua volta, comincia a cambiare. Dietro il sarcasmo tagliente e l’orgoglio ferito, si nasconde un essere solitario, stanco di essere odiato.
La loro alleanza non nasce da un patto magico, ma da un legame umano: fiducia, rispetto e condivisione del dolore.
Il momento in cui Kurama rivela il suo vero nome a Naruto è uno dei più toccanti della serie: non è più “la Volpe”, ma Kurama, un individuo con una storia, una voce e un cuore.
Da nemico temuto a compagno inseparabile, Kurama diventa una figura quasi fraterna per Naruto, combattendo al suo fianco nella Quarta Guerra Ninja e condividendo con lui sogni e ideali.La sua evoluzione è un inno alla redenzione: Kurama non cambia perché costretto, ma perché qualcuno ha creduto in lui.
E quando, in Boruto, sacrifica la propria esistenza per salvare Naruto, lo fa non come demone, ma come amico. Un kitsune che ha imparato ad amare, e che ha insegnato a milioni di fan che anche i mostri possono avere un’anima.
Kokkuri-san è un kitsune che entra nella vita della piccola Kohina Ichimatsu in modo del tutto inaspettato: evocato tramite un rituale spiritico (una sorta di versione giapponese della tavola Ouija), si ritrova legato a una bambina che vive da sola, si autodefinisce una bambola e si nutre esclusivamente di ramen istantaneo. Inizialmente intenzionato a possederla — come da tradizione — Kokkuri cambia rapidamente idea quando si rende conto dello stile di vita assurdo e disfunzionale della bambina.
Da lì in poi, decide di restare con lei... come tutore legale, cuoco, genitore surrogato e, soprattutto, voce della ragione in un mondo completamente fuori di testa.Kokkuri è un personaggio straordinariamente sfaccettato: elegante e raffinato in apparenza, ma incline a crisi isteriche, paranoie tecnologiche (ha un rapporto complicato con internet) e momenti di gelosia infantile.
È il classico adulto responsabile che cerca disperatamente di mantenere la calma in una casa abitata da uno spirito cane ossessivo, un tanuki scansafatiche e una bambina che si crede un oggetto inanimato. Il suo ruolo nella serie è quello di “normalizzatore del caos”, ma spesso finisce per essere lui stesso la fonte di nuove assurdità.
La sua natura di kitsune emerge nei momenti più inaspettati: sa trasformarsi, è dotato di poteri spirituali e ha un passato da spirito venerato, ma è anche capace di perdersi in drammi domestici come la scelta del detersivo o la dieta di Kohina. In un anime che gioca costantemente con il surreale, Kokkuri-san è il cuore tenero e nevrotico che tiene insieme tutto: una figura paterna, una babysitter isterica e un coinquilino esasperato, tutto in uno.
Il vincitore della top 10 kitsune nelle serie animate per Tomoe!
Il kitsune per eccellenza, il volto che viene in mente quando si pensa a una volpe demoniaca affascinante, potente e... irrimediabilmente tsundere. Ex compagno del Re Demone, Tomoe era un essere selvaggio e spietato, temuto da dèi e spiriti. Ma tutto cambia quando Mikage, il dio della terra, lo prende sotto la sua ala e lo lega al santuario come famiglio. Quando Mikage scompare e affida il suo ruolo a Nanami, una ragazza umana caduta in disgrazia, Tomoe si ritrova costretto a servirla — e da lì inizia una delle storie d’amore più amate del panorama anime.
All’inizio, Tomoe è tutto tranne che collaborativo: sarcastico, altezzoso, e profondamente infastidito dall’idea di dover obbedire a una ragazzina umana. Ma sotto quella scorza pungente si nasconde un cuore ferito, segnato da secoli di solitudine, rimpianti e un amore perduto. Il suo rapporto con Nanami evolve lentamente, tra battibecchi, momenti di tenerezza e sacrifici silenziosi. E quando finalmente si apre, lo fa con una dolcezza disarmante.Tomoe è anche un combattente formidabile: può evocare fuoco volpino, trasformarsi, creare illusioni e affrontare spiriti di alto rango senza battere ciglio.
Ma la sua vera forza sta nella sua lealtà incrollabile e nella sua capacità di cambiare. Il suo viaggio da demone crudele a compagno amorevole è una parabola di redenzione, crescita e amore incondizionato. Con il suo aspetto da bishounen (capelli argento, occhi penetranti, orecchie da volpe e kimono impeccabile), Tomoe ha fatto innamorare un’intera generazione di fan. È il kitsune che incarna il sogno romantico: misterioso, protettivo, un po’ burbero... ma pronto a tutto per la persona che ama.
E alla fine, sceglie persino di rinunciare alla sua immortalità per vivere una vita umana accanto a Nanami. Se questo non è amore, cos’è?3XHr4FbhxVJX1v
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Cosa sono i Kitsune
I kitsune (狐) sono creature del folclore giapponese che assumono l’aspetto di volpi dotate di poteri soprannaturali, in particolare hanno la capacità di mutare forma e riescono ad assumere sembianze umane. Il termine, deriva probabilmente da un’origine onomatopeica: “kitsu” era un’antica imitazione del verso della volpe, mentre “ne” può essere interpretato come un suffisso affettuoso o come parte della locuzione “kitsu-ne”, che in giapponese classico significa “torna e dorme”, in riferimento a una leggenda in cui una volpe, trasformata in donna, tornava ogni notte dal marito umano per dormire tra le sue braccia. Il mito della kitsune si è sviluppato nel tempo attraverso influenze cinesi, coreane e indiane. In particolare, la figura della volpe a nove code (kyūbi no kitsune) ha origini comuni con lo huli jing cinese e il kumiho coreano. Tuttavia, in Giappone la kitsune ha assunto caratteristiche più ambigue: può essere benevola (zenko), spesso associata al dio Inari e venerata come messaggera divina, oppure maliziosa o ingannatrice (yako o nogitsune), capace di possessioni spirituali e illusioni. Negli anime e manga, le kitsune sono rappresentate in modi molto vari, ma spesso stereotipati. Appaiono frequentemente come donne affascinanti, misteriose e seducenti, capaci di incantare gli uomini con il loro fascino e i loro poteri. In altri casi, sono personaggi comici o teneri, come piccoli spiriti volpe, oppure entità potenti e ambigue. Le caratteristiche ricorrenti includono orecchie e coda da volpe, capelli bianchi o rossi, e un alone di saggezza o pericolo. Questo archetipo è diventato un simbolo ricorrente della femminilità enigmatica, della trasformazione e della dualità tra bene e male Finita questo breve paragrafo sul significato di Kitsune, partiamo con l'ultimo posto in classifica dei 10 kitsune nelle serie animate, dove troviamo:10. Kon - Kyoukai no Rinne
Kon, la piccola kitsune di Kyōkai no Rinne, è uno di quei personaggi che, pur comparendo in ruoli secondari, riesce a lasciare un’impronta indelebile grazie al suo mix irresistibile di fierezza, sarcasmo e dolcezza. Appare come una volpe bianca dal portamento fiero e un po’ snob, con un tono di voce sempre un po’ sopra le righe e un atteggiamento da “so tutto io”. Ma dietro quella patina di superiorità si nasconde un cuore leale e un forte senso del dovere.
Kon lavora come spirito guida e assistente spirituale, aiutando Rinne Rokudo — il protagonista mezzo umano e mezzo shinigami — nel delicato compito di accompagnare le anime smarrite verso la reincarnazione. Anche se non è sempre entusiasta di sporcarsi le zampe, quando c’è da intervenire non si tira indietro. Il suo ruolo, seppur marginale rispetto ai protagonisti principali, è spesso funzionale a risolvere situazioni complesse con un tocco di ironia e pragmatismo.
La sua interazione con gli altri personaggi è spesso fonte di gag esilaranti, soprattutto quando si scontra con Rokumon, il gatto nero da contratto di Rinne. I due si punzecchiano di continuo, ma in fondo si rispettano. Kon rappresenta perfettamente l’archetipo della kitsune “piccola ma tosta”: non ha bisogno di nove code per farsi rispettare, le bastano la lingua tagliente e uno sguardo da vera diva soprannaturale.
In un mondo popolato da spiriti, shinigami e creature bizzarre, Kon riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, diventando una presenza familiare e affettuosa per chi segue la serie. Un personaggio che dimostra come anche i comprimari, se ben scritti, possano brillare con luce propria.
9. Yuzu - Konohana Kitan
Yuzu, protagonista di Konohana Kitan, è una giovane kitsune dal cuore tenero e dallo sguardo pieno di meraviglia. Cresciuta in un tempio di campagna sotto la guida della saggia monaca Bikuni, Yuzu è completamente nuova al mondo esterno quando arriva alla Konohanatei, una locanda termale situata in un luogo sospeso tra il mondo umano e quello spirituale. È qui che inizia il suo percorso di crescita, tra clienti soprannaturali, colleghe volpi e lezioni di vita quotidiana.
La sua ingenuità è disarmante, ma mai fastidiosa: Yuzu affronta ogni situazione con entusiasmo contagioso, anche quando inciampa — letteralmente e metaforicamente — nei suoi primi incarichi. La sua gentilezza e la sua capacità di ascoltare le emozioni altrui la rendono una presenza luminosa all’interno della locanda, capace di toccare il cuore di ospiti e colleghe. Nonostante le difficoltà iniziali, riesce a conquistare anche la severa Satsuki, con cui condivide la stanza e un legame che si evolve in qualcosa di profondo e affettuoso.
Ogni episodio che la vede protagonista è una piccola parabola sulla scoperta di sé, sull’empatia e sull’importanza dei legami. Yuzu non è solo un personaggio adorabile: è il filo conduttore che unisce le storie degli altri, un catalizzatore di emozioni che trasforma la quotidianità in qualcosa di magico. In un mondo fatto di spiriti, rituali e tradizioni, lei rappresenta la freschezza della giovinezza e la forza della gentilezza.
In breve? Yuzu è quella kitsune che ti fa sorridere anche nei giorni più grigi — e che, con un semplice inchino e un sorriso sincero, ti ricorda quanto possa essere potente la semplicità del cuore.
8. Yasaka - High School DxD Hero
Yasaka, introdotta in High School DxD Hero, è molto più di una semplice kitsune: è una figura carismatica, potente e sorprendentemente affettuosa, che incarna l’equilibrio perfetto tra autorità e fascino. Leader indiscussa della fazione youkai dell’Ovest, con sede a Kyoto, Yasaka è una volpe a nove code (kyūbi no kitsune) dotata di poteri spirituali immensi, tanto da essere considerata al pari di un Ultimate-Class Devil. Ma dietro la sua aura regale e il suo ruolo politico, si cela una donna dal cuore caldo e... un pizzico maliziosa.
Fisicamente, Yasaka è una visione: lunghi capelli biondi, occhi dorati e un portamento nobile che si riflette anche nel suo abbigliamento tradizionale, spesso ispirato alle miko (sacerdotesse shintoiste). Ma quando la situazione lo richiede, abbandona la forma umana per trasformarsi in una gigantesca volpe dorata a nove code, capace di incenerire interi eserciti con le sue fiamme spirituali. La sua trasformazione è tanto spettacolare quanto devastante, e rappresenta uno dei momenti visivamente più iconici della serie.
Yasaka è anche madre di Kunou, una giovane kitsune che eredita dalla madre sia la fierezza che la dolcezza. Il loro rapporto è tenero e spesso comico, soprattutto quando Yasaka si lascia andare a battute civettuole nei confronti di Issei Hyoudou, il protagonista. Sì, perché la nostra kitsune non è solo una guida spirituale e una guerriera formidabile: ha anche un lato giocoso e seducente, che emerge in momenti inaspettati, come quando propone con disinvoltura a Issei di... avere un figlio insieme. (Kunou, ovviamente, non approva.)
Nel corso della serie, Yasaka si dimostra una leader saggia e strategica, capace di guidare il suo popolo anche nei momenti più critici, come durante la guerra contro i Draghi Malvagi. La sua presenza è sempre rassicurante, e il suo potere è legato alle linee spirituali di Kyoto, rendendola una figura centrale non solo per la trama, ma anche per l’equilibrio del mondo soprannaturale.In sintesi, Yasaka è una kitsune che incanta per la sua forza, la sua eleganza e la sua umanità. È la dimostrazione che anche in un mondo popolato da demoni, angeli e draghi, una madre volpe può essere la più affascinante e pericolosa di tutte.
7. Shippo – InuYasha
Shippo, il piccolo kitsune di InuYasha, è uno di quei personaggi che, pur non essendo al centro della scena, riesce a conquistare il pubblico con la sua dolcezza, la sua vivacità e quel pizzico di testardaggine che lo rende incredibilmente umano.
Orfano di padre — ucciso dai temibili Fratelli del Tuono — Shippo entra in scena con un obiettivo ben preciso: vendicarsi e diventare più forte. Ma il destino ha altri piani per lui, e dopo l’incontro con Inuyasha e Kagome, trova una nuova famiglia e un posto nel gruppo.Fisicamente appare come un bambino con tratti volpini: orecchie a punta, coda soffice e occhi vispi. Ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto tenero: Shippo è un piccolo maestro dell’illusione.
Le sue tecniche includono trasformazioni (spesso imperfette e tradite dalla sua inconfondibile coda), fuoco volpino (kitsunebi), duplicazioni e trucchetti magici con trottole e funghi piangenti. Certo, non sempre funzionano come previsto — anzi, spesso finiscono per metterlo nei guai — ma il suo spirito combattivo è innegabile.Il suo rapporto con Inuyasha è uno dei più divertenti della serie: si punzecchiano, si fanno dispetti, e Inuyasha non perde occasione per rifilargli un colpetto sulla testa.
Ma sotto la superficie, si percepisce un legame fraterno sincero. Con Kagome, invece, Shippo ha un rapporto quasi materno: lei lo protegge, lo coccola e lo difende dalle “cattiverie” del mezzo-demone, creando una dinamica familiare tenera e spesso esilarante.
Shippo rappresenta l’innocenza in un mondo pieno di pericoli, ma anche la resilienza di chi, pur essendo piccolo e inesperto, non si tira mai indietro. È il fratellino minore che tutti vorremmo: un po’ impiccione, molto affettuoso, e sempre pronto a lanciarsi in nuove avventure — anche se poi serve qualcuno che lo tiri fuori dai guai. E diciamolo: senza di lui, il gruppo di Inuyasha sarebbe molto meno colorato.
6. Mugetsu - xxxHOLiC
Mugetsu, noto anche come Kudakitsune, è uno degli spiriti più peculiari e affascinanti dell’universo di xxxHOLiC. Si presenta inizialmente come un pipe fox spirit — una creatura lunga e sottile, simile a un peluche tubolare con occhi minuscoli e un musetto adorabile. Viene donato a Yūko Ichihara come pagamento da parte dell’Ame-warashi, ma finisce per legarsi profondamente a Kimihiro Watanuki, diventando il suo famiglio e protettore.
Nonostante non parli, Mugetsu comunica con teneri squittii e una presenza costante e rassicurante. È sempre pronto a intervenire quando Watanuki si trova in pericolo, trasformandosi in una maestosa volpe a nove code con pelliccia dorata e artigli affilati. In questa forma, è in grado di evocare il leggendario kitsunebi (fuoco volpino), capace di incenerire spiriti ostili e proteggere il suo padrone con barriere magiche.
Mugetsu è molto più di una semplice mascotte: è un simbolo di fedeltà silenziosa, un compagno che cresce con Watanuki e lo accompagna nei momenti più oscuri. La sua presenza, spesso comica ma anche profondamente affettuosa, aggiunge un tocco di calore e magia a una serie già intrisa di mistero e spiritualità. E diciamolo: chi non vorrebbe un peluche vivente che si trasforma in una divinità volpe millenaria?
5. Sōshi Miketsukami - Inu x Boku SS
Sōshi Miketsukami è l’incarnazione del kitsune affascinante e misterioso, con un tocco da perfetto maggiordomo romantico. Alto, elegante, con capelli argento e occhi eterocromi (uno blu e uno dorato), Sōshi è il famiglio assegnato a Ririchiyo Shirakiin, una ragazza dal carattere pungente e introverso.
Ma dietro la sua impeccabile cortesia si cela un passato tormentato: cresciuto in isolamento e manipolato dalla sua famiglia, Sōshi ha imparato a sopravvivere annullando sé stesso per compiacere gli altri.Il suo rapporto con Ririchiyo è inizialmente segnato da una devozione quasi servile, ma col tempo si trasforma in qualcosa di più profondo e autentico. Attraverso lettere, gesti silenziosi e momenti di vulnerabilità, Sōshi riscopre la propria identità e impara ad amare non solo la sua padrona, ma anche sé stesso.
La sua trasformazione in kitsune a nove code è spettacolare: un’esplosione di fiori di ciliegio lo accompagna mentre assume un aspetto regale, con hakama tradizionale e un’aura da samurai mitologico.Sōshi è un personaggio che incarna la bellezza della redenzione e la forza dell’amore silenzioso.
È il tipo di kitsune che non solo protegge, ma guarisce — con uno sguardo, una parola gentile, o semplicemente restando accanto a chi ama. Un vero sogno a nove code, con tanto di cravatta e cuore fragile.
4. Kon - Kemono Jihen
Kon è una giovane kitsune dal passato tragico e dalla personalità complessa, che incarna perfettamente il tema della manipolazione emotiva e della ricerca di identità. Ex servitrice della glaciale e spietata Inari, Kon è stata cresciuta come uno strumento obbediente, privata dei suoi veri ricordi e programmata per cercare disperatamente l’approvazione della sua padrona.
Il suo comportamento iniziale — impulsivo, geloso e a tratti aggressivo — è il riflesso di un’infanzia rubata e di un affetto distorto.Tuttavia, l’incontro con Kabane, il protagonista della serie, segna l’inizio di un lento ma profondo cambiamento. Kon, che fino a quel momento aveva vissuto per compiacere Inari, comincia a sperimentare emozioni autentiche: curiosità, affetto, gelosia, ma anche senso di colpa e desiderio di redenzione.
La sua gelosia nei confronti di Aya, ad esempio, non nasce da cattiveria, ma dalla paura di essere sostituita, di non valere abbastanza. È una ragazza che non sa nemmeno riconoscere l’amore o la tristezza, e che crede che il “dolore al petto” sia una malattia.
Nel corso della serie, Kon evolve da “cagnolino fedele” a giovane donna che inizia a pensare con la propria testa. Abbandona Inari, affronta le sue paure e sceglie di seguire Kabane non per dovere, ma per affetto sincero. E sì, tra un combattimento e l’altro, non rinuncia mai al suo amore per il gelato — un dettaglio tenero che la rende ancora più umana. Kon è una kitsune che non incanta con illusioni, ma con la sua vulnerabilità e il suo coraggio nel cambiare.
3. Kurama - Naruto
Medaglia di bronzo della top 10 kitsune nelle serie animate, per Kurama!
Kurama, la leggendaria Volpe a Nove Code, è uno dei personaggi più iconici e stratificati dell’universo di Naruto. Inizialmente introdotto come una creatura demoniaca, incarnazione della distruzione e dell’odio, Kurama è il cercoterio più potente, capace di radere al suolo interi villaggi con un colpo di coda. Sigillato nel corpo di Naruto fin dalla nascita, è stato per anni una presenza minacciosa e ostile, alimentata dalla rabbia e dal disprezzo verso gli umani che lo hanno sempre temuto e usato come arma.
Ma Naruto è una serie che parla di empatia, e il rapporto tra il protagonista e Kurama ne è la dimostrazione più potente. Col tempo, Naruto non solo riesce a sopportare la presenza del demone dentro di sé, ma lo ascolta, lo sfida, lo comprende. E Kurama, a sua volta, comincia a cambiare. Dietro il sarcasmo tagliente e l’orgoglio ferito, si nasconde un essere solitario, stanco di essere odiato.
La loro alleanza non nasce da un patto magico, ma da un legame umano: fiducia, rispetto e condivisione del dolore.
Il momento in cui Kurama rivela il suo vero nome a Naruto è uno dei più toccanti della serie: non è più “la Volpe”, ma Kurama, un individuo con una storia, una voce e un cuore.
Da nemico temuto a compagno inseparabile, Kurama diventa una figura quasi fraterna per Naruto, combattendo al suo fianco nella Quarta Guerra Ninja e condividendo con lui sogni e ideali.La sua evoluzione è un inno alla redenzione: Kurama non cambia perché costretto, ma perché qualcuno ha creduto in lui.
E quando, in Boruto, sacrifica la propria esistenza per salvare Naruto, lo fa non come demone, ma come amico. Un kitsune che ha imparato ad amare, e che ha insegnato a milioni di fan che anche i mostri possono avere un’anima.
2. Kokkuri-san – Gugure! Kokkuri-san
Kokkuri-san è un kitsune che entra nella vita della piccola Kohina Ichimatsu in modo del tutto inaspettato: evocato tramite un rituale spiritico (una sorta di versione giapponese della tavola Ouija), si ritrova legato a una bambina che vive da sola, si autodefinisce una bambola e si nutre esclusivamente di ramen istantaneo. Inizialmente intenzionato a possederla — come da tradizione — Kokkuri cambia rapidamente idea quando si rende conto dello stile di vita assurdo e disfunzionale della bambina.
Da lì in poi, decide di restare con lei... come tutore legale, cuoco, genitore surrogato e, soprattutto, voce della ragione in un mondo completamente fuori di testa.Kokkuri è un personaggio straordinariamente sfaccettato: elegante e raffinato in apparenza, ma incline a crisi isteriche, paranoie tecnologiche (ha un rapporto complicato con internet) e momenti di gelosia infantile.
È il classico adulto responsabile che cerca disperatamente di mantenere la calma in una casa abitata da uno spirito cane ossessivo, un tanuki scansafatiche e una bambina che si crede un oggetto inanimato. Il suo ruolo nella serie è quello di “normalizzatore del caos”, ma spesso finisce per essere lui stesso la fonte di nuove assurdità.
La sua natura di kitsune emerge nei momenti più inaspettati: sa trasformarsi, è dotato di poteri spirituali e ha un passato da spirito venerato, ma è anche capace di perdersi in drammi domestici come la scelta del detersivo o la dieta di Kohina. In un anime che gioca costantemente con il surreale, Kokkuri-san è il cuore tenero e nevrotico che tiene insieme tutto: una figura paterna, una babysitter isterica e un coinquilino esasperato, tutto in uno.
1. Tomoe - Kamisama kiss
Il vincitore della top 10 kitsune nelle serie animate per Tomoe!
Il kitsune per eccellenza, il volto che viene in mente quando si pensa a una volpe demoniaca affascinante, potente e... irrimediabilmente tsundere. Ex compagno del Re Demone, Tomoe era un essere selvaggio e spietato, temuto da dèi e spiriti. Ma tutto cambia quando Mikage, il dio della terra, lo prende sotto la sua ala e lo lega al santuario come famiglio. Quando Mikage scompare e affida il suo ruolo a Nanami, una ragazza umana caduta in disgrazia, Tomoe si ritrova costretto a servirla — e da lì inizia una delle storie d’amore più amate del panorama anime.
All’inizio, Tomoe è tutto tranne che collaborativo: sarcastico, altezzoso, e profondamente infastidito dall’idea di dover obbedire a una ragazzina umana. Ma sotto quella scorza pungente si nasconde un cuore ferito, segnato da secoli di solitudine, rimpianti e un amore perduto. Il suo rapporto con Nanami evolve lentamente, tra battibecchi, momenti di tenerezza e sacrifici silenziosi. E quando finalmente si apre, lo fa con una dolcezza disarmante.Tomoe è anche un combattente formidabile: può evocare fuoco volpino, trasformarsi, creare illusioni e affrontare spiriti di alto rango senza battere ciglio.
Ma la sua vera forza sta nella sua lealtà incrollabile e nella sua capacità di cambiare. Il suo viaggio da demone crudele a compagno amorevole è una parabola di redenzione, crescita e amore incondizionato. Con il suo aspetto da bishounen (capelli argento, occhi penetranti, orecchie da volpe e kimono impeccabile), Tomoe ha fatto innamorare un’intera generazione di fan. È il kitsune che incarna il sogno romantico: misterioso, protettivo, un po’ burbero... ma pronto a tutto per la persona che ama.
E alla fine, sceglie persino di rinunciare alla sua immortalità per vivere una vita umana accanto a Nanami. Se questo non è amore, cos’è?3XHr4FbhxVJX1v
