Voltron: il difensore dell'Universo
Alla scoperta di una delle opere più spettacolari degli anni '80 tra censure, cambiamenti radicali e remake Netflix.
Contenuti Articolo
- La Trama di Voltron: L'Alleanza Galattica e i Due Voltron
- Il Voltron dei Leoni (Lion Force)
- Il Voltron dei Veicoli (Vehicle Team)
- L'Operazione Americana: Come la WEP ha Inventato Voltron
- Il Montaggio di Due Mondi Slegati: GoLion e Dairugger XV
- La Messa in Onda in Italia: Il Corto Circuito tra GoLion e…
- Il Primo Arrivo: GoLion sulle TV Private (1982-1983)
- L'Esplosione del Marchio Voltron e il Passaggio a Mediaset
- L'Eredità nei Ricordi Generazionali
- Censure e Riscritture: La "Ripulitura" di Voltron per l'Occidente
- Il Tabù della Morte: Il Caso Emblematico di Sven
- La Cancellazione della Terra Distrutta e delle Vittime
- Una Nuova Identità Sonora e Narrativa
- Il Finale a Confronto: La Tragedia Giapponese e i Sequel "Su Misura"…
- Il Finale Originale di GoLion: Il Sangue e la Tragedia
- L'Odissea Americana: Episodi Inediti e Crossover
- Il Riscontro sul Pubblico Italiano
- Il Riscatto Moderno: Voltron: Legendary Defender di Netflix e DreamWorks
- Una Sintesi Perfetta tra GoLion e Voltron
- Animazione e Maturità Narrativa
Nel grande archivio della pop culture degli anni '80, Voltron occupa un posto del tutto speciale: non è stato soltanto uno dei cartoni animati mecha più amati e iconici di un'intera generazione, ma anche uno degli esperimenti di adattamento e localizzazione più audaci, controversi e geniali della storia della televisione occidentale.
Con le sue iconiche sequenze di agganciamento tra leoni robotici, le armature sgargianti e una colonna sonora synth-pop rimasta impressa nella memoria di milioni di bambini, la serie rappresenta una tappa obbligata nella nostra rubrica AniCult Lovers, dove esploriamo le produzioni d'animazione che hanno segnato epoche e valicato confini.
A differenza di altri grandi classici dell'epoca, ciò che il pubblico occidentale ha conosciuto con il nome di Voltron non è mai esistito in Giappone sotto questa forma. Quella che per milioni di spettatori americani ed europei è stata un'unica, coesa saga spaziale a difesa dell'Alleanza Galattica è in realtà il frutto di un'operazione "Frankenstein" transoceanica: un audace assemblaggio di due serie anime giapponesi del tutto indipendenti, rieditate, censurate e riscritte da cima a fondo per conquistare il mercato americano prima di sbarcare in Europa.
La Trama di Voltron: L'Alleanza Galattica e i Due Voltron
Nell'adattamento occidentale diffuso negli anni '80, la narrazione di Voltron: Defender of the Universe venne articolata come un'epica saga spaziale divisa in due grandi capitoli, legati dalla presenza dell'Alleanza Galattica e dalla lotta per la pace contro le forze della tirannia.Il Voltron dei Leoni (Lion Force)
La storia si apre in un futuro indeterminato. Una squadra composta da cinque intrepidi piloti spaziali — Keith, Lance, Sven, Hunk e Pidge — viene inviata dall'Alleanza Galattica in missione sul remoto pianeta Arus. Il pianeta è stato devastato e sottomesso dall'esercito del malvagio Re Zarkon, sovrano del Pianeta Doom, affiancato dalla perfida strega Haggar e dal crudele principe Lotor. Rifugiatisi nel Castello dei Leoni sotto la guida della Principessa Allura e del saggio consigliere Coran, i cinque giovani risvegliano il leggendario robot gigante Voltron, un'entità mitica divisa in cinque leoni meccanici senzienti. Dopo la caduta in battaglia di Sven, la stessa Principessa Allura prende il suo posto alla guida del Leone Blu. Episodio dopo episodio, il team affronta i "Robeast" (mostri mecha creati dalla magia di Haggar), difendendo Arus e liberando altri mondi oppressi.Il Voltron dei Veicoli (Vehicle Team)
Nella seconda fase della serie, la minaccia si sposta verso i confini esplorati dell'universo. L'Alleanza Galattica organizza una vasta flotta esplorativa guidata dalla nave esplorativa Explorer per identificare nuovi pianeti abitabili ed evitare il sovrappopolamento dei mondi alleati. L'esplorazione attira l'ostilità del minaccioso Impero di Drule, una razza militarista determinata a conquistare ogni nuovo sistema solare. Per contrastarli, l'Alleanza schiera una seconda e complessa versione del difensore galattico: il Voltron dei Veicoli, composto da ben 15 moduli suddivisi in tre squadre specializzate — Squadra Aria, Squadra Terra e Squadra Mare. Guidati dal capitano Jeff, i 15 piloti si uniscono per proteggere la flotta e stringere alleanze con i popoli alieni oppressi dai Drule.
L'Operazione Americana: Come la WEP ha Inventato Voltron
Sotto la facciata unitaria di Voltron: Defender of the Universe si nasconde una delle operazioni commerciali e produttive più audaci della storia della televisione occidentale. Nel 1983, la casa di produzione americana World Events Productions (WEP), guidata da Peter Keefe e Ted Koplar, era alla ricerca di un grande franchise d'animazione robotica sulla scia del crescente interesse per i prodotti sci-fi nipponici. La svolta nacque da uno storico malinteso: la WEP voleva inizialmente acquistare i diritti di Daltanious, celebre anime mecha della Toei Animation con una testa di leone sul petto. Leggenda vuole che per un errore di spedizione, dagli uffici della Toei a Tokyo arrivarono invece i nastri di una serie diversa, appena conclusa in Giappone: Beast King GoLion (Hyakujūō Goraion, 1981). Rimasto folgorato dalla potenza visiva dei cinque leoni meccanici e dal design dinamico del robot componibile, Keefe decise di non correggere l'errore e di acquistare immediatamente i diritti di GoLion. Tuttavia, il modello di trasmissione statunitense dell'epoca richiedeva pacchetti di almeno 65 episodi per garantire la messa in onda quotidiana ("strip syndication") dal lunedì al venerdì. Essendo GoLion composto da sole 52 puntate, la WEP dovette trovare una soluzione d'emergenza.Il Montaggio di Due Mondi Slegati: GoLion e Dairugger XV
Per colmare il divario di episodi, la WEP tornò da Toei e acquistò una seconda serie mecha del tutto indipendente: Armored Fleet Dairugger XV (Kikō Kantai Dairugger XV, 1982), uno show incentrato su una gigantesca nave esplorativa e su un team di 15 piloti divisi in tre squadre (Aria, Terra, Mare) che guidavano veicoli componibili. Non essendoci alcun legame narrativo, artistico o di continuity tra GoLion e Dairugger XV, i produttori americani reinventarono la mitologia da zero:- Un'Unica Lore Spaziale: Venne creata la super-struttura dell'Alleanza Galattica, un'organizzazione interstellare che schierava diverse divisioni difensive contro le minacce tiranniche.
- La Divisione dei Robot: GoLion divenne la prima stagione della serie con il nome di Voltron dei Leoni (Lion Force Voltron), posto a difesa del settore spaziale del pianeta Arus. Dairugger XV fu trasformato nella seconda stagione con il nome di Voltron dei Veicoli (Vehicle Team Voltron), assegnato alle missioni di esplorazione e pattugliamento nei confini ignoti dell'universo.
- Raddoppiaggio e Riscrittura dei Dialoghi: I dialoghi originali giapponesi vennero completamente cancellati. I doppiatori americani recitarono copioni del tutto nuovi, inserendo continui riferimenti incrociati tra le due serie per far credere al pubblico che i due robot appartenessero al medesimo universo narrativo e condividessero lo stesso comando centrale.
La Messa in Onda in Italia: Il Corto Circuito tra GoLion e Voltron
La storia televisiva di Voltron in Italia rappresenta uno dei casi più singolari ed emblematici dell'epoca d'oro dell'animazione giapponese nel nostro Paese. A differenza degli Stati Uniti, dove il pubblico conobbe fin da subito il pacchetto rielaborato dalla WEP, i telespettatori italiani si trovarono al centro di un vero e proprio "doppio binario" distributivo, assistendo prima all'opera originale giapponese e soltanto in un secondo momento al suo adattamento americano.Il Primo Arrivo: GoLion sulle TV Private (1982-1983)
All'inizio degli anni '80, il mercato televisivo italiano era caratterizzato dal boom delle emittenti private e dal consolidamento dei grandi network nazionali. Fu la Fininvest a portare la serie in Italia: Golion esordì su Canale 5 nel settembre 1982, con il titolo "Golion", adattato direttamente dall'originale Hyakujūō Goraion della Toei Animation. Questa prima trasmissione manteneva intatta la natura dell'opera giapponese:- Federazione e Toni Drammatici: I nomi dei protagonisti rimasero fedeli a quelli nipponici (Akira, Isamu, Takashi, Tsuyoshi e Hiroshi) e la narrazione conservò tutta la sua carica drammatica, la cupa violenza visiva e la sequenza shock del primo episodio, con una Terra ridotta a un cumulo di macerie atomiche.
- La Morte Inserita nella Trama: Il pubblico italiano dell'epoca assistette senza filtri alla tragica scomparsa di Takashi Shirogane (il pilota della tuta nera/blu), un momento di forte impatto emotivo che segnò la memoria dei bambini dell'epoca.
L'Esplosione del Marchio Voltron e il Passaggio a Mediaset
Verso la metà degli anni '80, l'incredibile successo commerciale di Voltron negli Stati Uniti superò i confini americani. Il mercato europeo venne inondato dal merchandising ufficiale targato WEP: dai famosissimi giocattoli componibili in metallo della Matchbox ai fumetti, fino agli album di figurine. Per capitalizzare questo fenomeno globale, le reti televisive italiane acquistarono il pacchetto statunitense Voltron: Defender of the Universe. A partire dall'aprile 1986 su Euro TV, la serie venne ritrasmessa da capo nella sua versione americana "ripulita" e ridoppiata:- I Nuovi Nomi: I personaggi cambiarono identità, adottando i nomi americani diventati famosi in tutto il mondo: Keith, Lance, Sven, Hunk, Pidge e la Principessa Aurora (Allura nell'originale americano).
- La Trasmissione del "Voltron dei Veicoli": A differenza di quanto spesso si crede, il Voltron dei Veicoli (tratto da Dairugger XV) non arrivò mai in Italia: della versione americana furono importati e doppiati solo i 52 episodi derivati da GoLion, pubblicati in DVD dalla Stormovie nel 2006.
L'Eredità nei Ricordi Generazionali
Questo strano percorso distributivo ha creato un affascinante "corto circuito" nei ricordi dei ragazzi degli anni '80 e '90 in Italia. Esistono infatti due memorie storiche sovrapposte: da un lato chi ricorda le atmosfere cupe, il sangue e la morte di Takashi nell'anime originale GoLion; dall'altro chi è cresciuto con l'iconica sigla americana, i toni scanzonati da eroi senza macchia di Keith e compagni e la narrazione rassicurante del marchio Voltron. Nessuna delle due esperienze, però, arrivò mai alla vera conclusione giapponese: la prima edizione si fermò al 26° episodio, mentre la versione Voltron chiudeva con un epilogo riscritto dagli americani.
Censure e Riscritture: La "Ripulitura" di Voltron per l'Occidente
La trasformazione dell'originale giapponese Beast King GoLion nel fenomeno occidentale Voltron: Defender of the Universe è uno dei casi di adattamento televisivo più drastici della storia. Per trasmettere lo show nella fascia pomeridiana americana destinata ai più piccoli, la World Events Productions (WEP) dovette piegarsi ai rigidi canoni della Federal Communications Commission (FCC). Il materiale di partenza era un anime mecha cupo, adulto e violento: si rese quindi necessario un chirurgico lavoro di forbici e riscrittura per riadattare la natura dell'opera. Nell'anime giapponese originale il sangue scorreva abbondante durante i combattimenti, tra torture disumane e massacri di civili mostrati a schermo. L'adattamento americano ha risolto il problema eliminando le scene cruente o ricolorando ogni goccia di sangue di nero e grigio, facendola passare per olio idraulico robotico. Allo stesso modo, le sequenze in cui i mostri venivano tagliati a metà dalla spada di Voltron sono state accorciate e coperte da flash luminosi, convincendo lo spettatore che le creature affrontate fossero meri involucri meccanici privi di vita biologica.Il Tabù della Morte: Il Caso Emblematico di Sven
Nessun personaggio principale doveva morire a schermo. In GoLion, invece, la mortalità era una presenza reale e spietata che colpiva nemici, civili e persino i piloti. L'esempio più clamoroso riguarda Takashi Shirogane (Sven):- La "falsa" guarigione: Nel sesto episodio giapponese, il pilota viene ferito a morte e sepolto dai compagni. Nella versione americana, il doppiaggio inventò che Sven era stato soltanto "gravemente ferito" e spedito d'urgenza su un pianeta-ospedale per essere curato.
- Il ritorno del gemello: Quando mesi dopo nell'anime originale comparve Ryo (il fratello minore di Takashi venuto a vendicarlo), gli americani riutilizzarono lo stesso personaggio, sostenendo tramite i dialoghi che si trattasse semplicemente di Sven guarito e pronto a ritornare in azione.
La Cancellazione della Terra Distrutta e delle Vittime
La stessa filosofia "anti-morte" venne applicata a qualsiasi altro evento tragico dell'opera. Le battaglie orbitali che portavano all'esplosione di navi o alla distruzione di città venivano coperte da battute di doppiaggio fuori campo, nelle quali i piloti rassicuravano il pubblico affermando che la popolazione era stata evacuata in tempo o che i vascelli nemici erano guidati da robot senza equipaggio. Perfino la premessa narrativa originale venne stravolta. Il primo episodio di GoLion si apriva con i protagonisti che tornavano sulla Terra scoprendo che il loro pianeta natale era stato spazzato via da un olocausto nucleare durante la Terza Guerra Mondiale. In Voltron, l'elemento atomico e la distruzione della Terra vennero completamente cancellati, trasformando la storia in un classico viaggio d'esplorazione spaziale per conto dell'Alleanza Galattica.Una Nuova Identità Sonora e Narrativa
A completare la trasformazione fu l'azzeramento della colonna sonora originale giapponese, dai toni sinfonici e solenni. La WEP sostituì integralmente i brani con composizioni synth-pop energiche e incalzanti, accompagnate dall'iconica voce narrante che apriva ogni puntata con toni rassicuranti. I dialoghi vennero poi arricchiti con battute di spirito e un generale senso di ottimismo tra i piloti, eliminando la disperazione originale. Questo restyling completò la metamorfosi dell'opera: una cupa tragedia sci-fi sull'oppressione e la guerra si è trasformata nell'entusiasmante e colorato kolossal spaziale che tutti ricordiamo.Il Finale a Confronto: La Tragedia Giapponese e i Sequel "Su Misura" Americani
L'impatto del processo di adattamento condotto dalla World Events Productions si manifesta in tutta la sua portata nel finale dell'opera. Trattandosi di due serie ben distinte unite artificialmente in Occidente, la conclusione della saga ha vissuto una doppia vita: da una parte l'epilogo drammatico e definitivo dell'originale giapponese Beast King GoLion, dall'altra la prosecuzione "ad oltranza" voluta dagli americani per alimentare il successo commerciale del marchio Voltron.Il Finale Originale di GoLion: Il Sangue e la Tragedia
In Giappone, la storia di Beast King GoLion si conclude nel 52° episodio con un epilogo cupo, epico e privo di sconti. Lo scontro finale tra i cinque piloti e l'Impero di Galra non lascia spazio al lieto fine rassicurante tipico delle produzioni occidentali. L'Imperatore Daibazaal (Re Zarkon) muore prima dell'atto finale: nel 51° episodio viene costretto dal figlio Sincline a pilotare l'ultimo e più potente dei mostri mecha e viene sconfitto da GoLion. La sacerdotessa Honerva, madre di Sincline, era stata uccisa dal principe stesso. Il vero nemico conclusivo diventa così suo figlio, il Principe Sincline (Lotor). Assetato di potere e ormai completamente folle, Sincline affronta GoLion in un duello all'ultimo sangue all'interno della fortezza imperiale, ma a porre fine allo scontro è Ryo, il fratello minore di Takashi venuto a vendicarlo: i due si trafiggono a vicenda e cadono dalla guglia del castello (episodio 52). A rendere il finale profondamente malinconico è l'impossibilità per i protagonisti di festeggiare un vero "ritorno a casa". Con la Terra irrimediabilmente distrutta dall'olocausto nucleare mostrato nel primo episodio, ad Akira e ai suoi compagni non resta che rimanere sul pianeta Altea. Lì, tra le rovine di una guerra devastante, i piloti decidono di dedicare il resto della propria vita alla ricostruzione della civiltà e al mantenimento della pace nella galassia.L'Odissea Americana: Episodi Inediti e Crossover
Quando la WEP arrivò a completare l'adattamento dei 52 episodi di GoLion, si trovò di fronte a un dilemma produttivo senza precedenti. Negli Stati Uniti Voltron era diventato un fenomeno di costume devastante, con ascolti record e una richiesta di giocattoli alle stelle, ma i nastri provenienti dal Giappone erano ufficialmente finiti. Invece di chiudere la serie con la morte dei cattivi, i produttori americani percorsero una strada del tutto inedita per l'epoca: commissionarono direttamente alla Toei Animation 20 episodi completamente nuovi, realizzati in Giappone su misura per il mercato americano. In questi episodi extra, la continuità venne ammorbidita per permettere al franchise di proseguire:- Il ritorno dei cattivi: La morte definitiva di Lotor venne cancellata e riscritta, mantenendo il principe e Zarkon come minacce costanti e mai del tutto sradicate.
- Il film TV Crossover: Per unificare definitivamente i due brand, nel 1986 venne prodotto lo speciale televisivo Voltron: Fleet of Doom. In questa avventura inedita, il Voltron dei Leoni e il Voltron dei Veicoli combattevano per la prima volta fianco a fianco contro un'alleanza stretta tra i rispettivi imperi nemici.
Il Riscontro sul Pubblico Italiano
In Italia questa scissione narrativa ha generato due esperienze visive completamente diverse a seconda dell'epoca e del canale di trasmissione. Chi ha seguito la prima messa in onda di Golion (Canale 5, dal settembre 1982) ha visto l'originale giapponese con nomi e violenza intatti — compresa la morte di Takashi — ma l'edizione si interruppe al 26° episodio: gli episodi dal 27 al 52, inclusa la vera conclusione con la morte di Sincline e l'epilogo su Altea, non furono mai doppiati né trasmessi in italiano. Chi invece ha scoperto la serie attraverso i passaggi televisivi targati Voltron (Euro TV, dal 1986) ha visto una saga ad epilogo aperto, pensata per non finire mai davvero e pronta a rilanciare il brand verso i successivi sequel animati in grafica computerizzata degli anni '90 e il moderno reboot targato Netflix/DreamWorks.
Il Riscatto Moderno: Voltron: Legendary Defender di Netflix e DreamWorks
Dopo diversi tentativi non del tutto riusciti di rilanciare il marchio tra gli anni '90 e 2000, il franchise ha trovato la sua vera rinascita nell'era dello streaming. Nel 2016, Netflix e DreamWorks Animation hanno lanciato Voltron: Legendary Defender, una serie durata 8 stagioni e 78 episodi ideata da Joaquim Dos Santos e Lauren Montgomery. Il grande merito di questa produzione è stato quello di non limitarsi a un'operazione nostalgia, riuscendo nell'impresa di fondere per la prima volta la narrazione moderna occidentale con lo spirito originale di Beast King GoLion.Una Sintesi Perfetta tra GoLion e Voltron
A differenza del riadattamento degli anni '80, Legendary Defender ha costruito fin dal primo episodio una continuity solida e complessa. Gli showrunner hanno recuperato la maturità, le trame drammatiche e la caratterizzazione profonda dell'anime giapponese del 1981, mantenendo al contempo l'iconografia e l'accessibilità del marchio americano:- Sven diventa Shiro: Il personaggio di Takashi Shirogane viene reintrodotto con il suo vero nome giapponese, trasformato in "Shiro", un leader carismatico segnato dal disturbo da stress post-traumatico (PTSD) dopo la prigionia. A differenza dell'adattamento WEP degli anni '80, le sue sofferenze non vengono censurate, ma diventano il cuore emotivo della squadra.
- Profondità per la Principessa Allura e Coran: Allura smette di essere una classica damigella da salvare e si trasforma in un'eroina d'azione e leader strategica esperta di alchimia antica, mentre la cultura del pianeta Altea riceve una contestualizzazione storica articolata.
- L'Impero di Galra e il Grigio Morale: I nemici tradizionali perdono la loro natura monodimensionale. Re Zarkon, la strega Haggar e il Principe Lotor sviluppano motivazioni complesse e tragiche, trasformando lo scontro tra bene e male in una guerra politica e filosofica ad ampio respiro.

